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Intervista a Paolo Ferrara

Ciao Paolo, benarrivato in La strada per Babilonia. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Innanzitutto grazie per il benvenuto e l'accoglienza. Sono un bolognese trapiantato a Torino con mamma napoletana e papà siciliano, ovvero in definitiva una sorta di meticcio italico, con un legame fortissimo all'atto del raccontare (e inventare storie). Sono un onnivoro che ama tutto ciò che racconta una storia, dalla letteratura al cinema, dall'animazione al teatro, dal documentario alle serie tv fino a tutte le possibili e a volte strane forme che può assumere una storia. Una passione che vivo con forza da fruitore e che ho sempre perseguito con l'idea di farne il centro della mia vita e un mestiere. Un percorso complicato e caotico che mi ha portato a scelte bizzarre: ho abbandonato ben due contratti a tempo indeterminato (pura follia se pensata al momento attuale); ho fatto lavori di ogni genere, strane collaborazioni, corsi di diverso tipo (una volta da “studente”, oggi da docente); ho scritto come articolista e recensore in vari ambiti e parlato come autore e speaker in un paio di programmi radio. Ho portato avanti i progetti più disparati, continuamente e in grande quantità. Ho a che fare con scrittura audiovideo (un cortometraggio horror selezionato in vari festival e alcuni progetti in sviluppo), fumetti (un fumetto sci-fi per diversi editori in digitale italiani e americani e in autoproduzione nel formato cartaceo e un fumetto promozionale per un azienda motociclistica cinese, più varie cose in sviluppo), libri per bambini (uno per Milena edizioni e altri in arrivo per un editore degli Emirati Arabi), videogame (due progetti in imminente uscita e altri in via di sviluppo), qualche piccolo progetto di teatro e, ovviamente, narrativa.