Intervista a Marina Zimmermann

Buongiorno Marina, ti chiedo subito di parlarci di te. Cosa fai nella vita e chi sei?

Sono gemmologa diplomata al Gemological Institute of America, autrice e traduttrice. Sono nata in Germania, ma ho vissuto per trent’anni in Italia, lavorando in diverse gallerie d’arte e case d’asta. Mio marito, milanese, voleva conoscere il mio paese d’origine, e ci siamo trasferiti in Baviera. Qui scrivo per vari organi mediatici, online e offline. Traduco in tedesco, italiano e inglese. Insegno tedesco a dei ragazzi stranieri in una scuola media. Le lingue sono sempre state la mia grande passione, oltre la lettura. La scrittura è stata una piacevole costante nella mia vita. Dagli articoli per la stampa su antiquariato e gioielli, la cura di cataloghi d’arte fino ai blog sul mio sito Internet; prima o poi dovevo arrivare ai libri di narrativa.


Il tuo gioco è il tuo primo libro? Di cosa parla?

In un certo senso sì. Qualche anno fa avevo pubblicato un ebook: La collezione delle pietre preziose. Oggi lo definirei “un diamante grezzo”, in ogni caso è stata un’esperienza stupenda che mi ha insegnato molto.

Il tuo gioco, invece, è il mio primo libro curato e pubblicato da editori professionali. In questo senso è il mio primo “vero” libro. Grazie anche a voi.

L’ho chiamato un “thriller d’amore”. Non è proprio un romanzo d’amore, anche se non

mancano tanti bei passaggi pieni di sentimento. I tre protagonisti della storia intrecciano un breve periodo della loro vita. Ognuno con un altro gioco. Tuttavia, la storia accresce verso una tensione che alla fine può suscitare una sorprendente perplessità. Perciò, devo stare molto attenta per non anticipare troppo.

Quanto è importante giocare nella vita di tutti i giorni? I bambini iniziano a farsi strada nel mondo attraverso il gioco… ma qualche volta può sfuggire di mano, quando si cresce.

I giochi di per sé allargano i nostri orizzonti. Ci insegnano diverse cose. Il più salutare effetto laterale non è tanto il divertimento, bensì la lezione di imparare che servono regole per divertirsi. Ogni passatempo, che sia anche il più semplice, ci fa seguire le sue regole. Forse è questa la costante che impariamo giocando. La vita richiede delle regole. Poi ci sono i giochi che ci liberano la mente. La mente si rilassa, si libera e diventa fertile. Siamo portati al gioco perché in fondo ci piace seguire le sue regole. Se poi questi divertimenti si esaltano e diventano una droga, ci fanno vivere un incubo; allora dobbiamo rivedere in noi stessi, in quale abisso della nostra mente ci siano dei problemi così complessi che sono capaci di mutare la gioia di uno svago in un tedio assillante.


Affronti diversi temi nel tuo romanzo, cosa ti ha spinto a scriverlo?

Dopo tanti articoli e brevi scritture tematiche, volevo tentare di scrivere una storia che possa essere il frutto della mia fantasia. Tuttavia, ho notato presto che ci sono le esperienze della vita che si mettano in coda e fremano e pressano. Vogliono un posto nella storia che stai scrivendo. Vogliono farne parte. Devi soltanto farli entrare, lasciarli scorrere…

La parte più divertente scrivendo questo libro qual è stata?

Io amo le lingue. Sono felice di parlarne tre, quattro. Già mentre cercavo una casa editrice per il mio romanzo in tedesco, ho iniziato a tradurlo in italiano. Mi piace assaporare le espressioni tipiche di una lingua e portarle nell’altra. È un’emozione che mi riempie di una gioia indescrivibile. E poi ho inserito dei piccoli dettagli che potrebbero farsi notare da un attento lettore. Magari non subito, ma con il senno del poi. Ho anticipato in alcuni passaggi la storia stessa che si risolve però soltanto alcuni capitoli dopo…

Perché leggere Il tuo gioco?

Il tuo gioco è divertente quanto sorprendente, soprattutto per i continui cambi di prospettiva. Il lettore non rimane passivo nello scorrere le pagine. Deve collaborare, ricordare. In quel momento è già coinvolto nella storia e crea il suo gioco personale. E, penso, che ci sia un appagamento per gli uomini come per le donne. Ognuno trova la sua parte, la sua identificazione.


Grazie Marina, per aver scelto La strada per Babilonia per la pubblicazione del tuo libro.

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