Intervista a Bianca Baratto

Ciao Bianca, prima di tutto ti chiedo di parlarci di te, di chi sei e cosa fai.

Mi chiamo Bianca Baratto, sono una appassionata lettrice e studiosa dell’animo umano. Fin da giovanissima ho dedicato molto tempo alla scrittura, mia grande passione, ma solo nella maturità della vita ho preso la decisione di condividerne il frutto. Vivo una vita impegnata sotto molti punti di vista, tuttavia se voglio provare una gioia veramente profonda devo mettermi davanti a un foglio bianco e lasciare che il cuore e la fantasia mi conducano per strade mai immaginate prima, permettendo a un nuovo sogno di prendere forma e di svilupparsi.


Il ritorno è il titolo del tuo libro, di cosa parla?

IL RITORNO è un romanzo che amo definire di formazione. Un giovane e affermato giornalista e la sua compagna psicologa si trovano coinvolti, attraverso eventi sorprendenti, in un importante cambiamento di vita. Lasceranno tutto ciò che hanno in Italia per raggiungere Nuova Delhi, per un soggiorno che si trasformerà, senza possibilità di ripensamenti, in una fantastica avventura ricca di colpi di scena.

Attraverso questo viaggio in India, i due protagonisti incontreranno la loro parte migliore, conosceranno il dolore vero, ma anche la gioia e la rinascita. Uno solo di loro alla fine vivrà, ma sarà dopo che avrà toccato il fondo del dolore e del senso del fallimento personale. Seguendolo in questo difficile cammino, il lettore comprenderà come, alla fine della storia, uno dei due avrà ritrovato il senso della vita e la gioia di vivere, che sembrava avere perduto per sempre.


Perché un titolo così?

Ho scelto il titolo “Il Ritorno” perché si tratta in qualche modo di un ritrovare la strada perduta, la strada che porta a casa. Là dove Casa non è soltanto il luogo in cui abbiamo scelto di vivere, ma è soprattutto uno stato dell’Anima , una comprensione nuova di ciò che rappresenta per noi la vita e i suoi messaggi.

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L’India è il punto fulcro del tuo romanzo, sembra che tu la conosca bene, ci sei stata?

Ho scelto di ambientare la storia in quella parte di India saggia, intensa e misteriosa perché, a mio avviso, molto ha a che vedere con il risveglio dell’anima e la comprensione di sé.


Qual è stata la parte più emozionante mentre scrivevi il tuo libro?

Una delle fasi di scrittura in cui mi sono emozionata di più credo sia stata proprio quella in cui ho scelto di porre il protagonista di fronte a un dolore terribile, sapendo che lo avrei costretto a scegliere tra un sentimento totalmente distruttivo o la riscoperta di nuovi valori. In quel momento infatti non sapevo ancora come avrei deciso di far evolvere la storia.

Quanto c’è di te in questo romanzo?

Evidentemente in tutto quello svilupparsi di emozioni e sentimenti molto c’era e c’è di me. Credo sia impossibile creare una storia che non contenga in qualche modo tracce del nostro vissuto.


Perché leggere Il ritorno?

E’ un libro che invito a leggere perché racconta una storia che non si discosta mai dalla possibilità di un vissuto reale e, come tale, infonde coraggio e speranza, spingendo il lettore a una riflessione profonda su ciò che davvero conta nella vita.


Grazie, per aver deciso di pubblicare con La strada per Babilonia edizioni.

Grazie alla casa editrice “La strada per Babilonia” che ha creduto in questo libro.

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